20120511

Il morso

Luttuosa e voluttuosa notte
strana musica che geme
e le forme in ombra
offuscamenti del sentire

Lente note
lenti sguardi
ma come lampi
i sogni rapidi

Non freno fantasie
che insinuando infilo
nell'idea con cui mi mordi
ricamando le invadenze
dell'idea con cui mi mordi

Quasi appena troppo
per te piccoli capricci
per me gran frastornamenti
la segreta inclinazione della bocca

Tra tanti tipi di dolore
il fato mi volle la fortuna
d'aver quello ch'è al piacer confuso

20120509

peristalsi

Nulla oltre l'istrionismo esibito.
C'è un cuore, una bocca, e un labirinto tra le due; labirinto di cazzate, cazzate, cazzate. Ammassi, montagne, pianeti di pregiudizi, e la terribile paura che uno ti possa costringere a uscire dal gioco delle piccole merde umane  a fingersi se stesse.
Faticare una vita per spegnere l'impeto a vivere, e imparare ad essere gli attori dell'insignificanza.
Se fai notare quando faccia incredibilmente ridere la plateale stupidità di una persona a seguire i suoi schemini del "io sono così", ti prendi il suo sguardo sui compresenti che dice "aiuto aiuto, gridiamo in vile coro che questo è pazzo perché sennò poi ci denuda il viscidume epiteliale, poiché insulsi vermi noi siamo, ma è bello credersi nobili"; oppure vedrai il sorrisetto di chi disperatamente vuole prendere il tutto per gioco.
Bella la nobiltà di quest'estetica malata e corrotta in cui l'inautentico nasconde il patetico.

20120507

Storpiamenti

Vidi un sogno storpiato
da un cupido ubriaco
una freccia incoccata dal rosso
una freccia scoccata da un tramonto

Soffoco la fede sensuale
nella stella polare di un cielo dipinto
che ruota e m'inganna il sofferto
girovagare in silenzio

Ho l'affetto per il buio
che ha la luna: scompaio
se luce attira sulle vicinanze
lo sguardo cui ciela le non piccole distanze

Il tuo bacio siderale
non ha un vento che lo porta
e il tuo volto da sognare
non ha un sonno che lo porga

I sentieri li ho annodati in ogni trama
mai sfinito dalla brama di trovarti
finché con tutto sotto i piedi consunto
a passi ho scavato il pianeta
e dissotterrata nel suo cuore, soggiacente
alla regalata raminga eternità mia
per te, mio miraggio di follia

Non sto ispirato, solo rincojonito
perché non solo t'ho veduta
ma pure toccata, e troppo
per mantenere sano il mio pensiero

Abbandona il buio
agli orizzonti del tuo amore
che arriva il timido rossore
tra le nubi e il mare, futuro
ricordo del bacio siderale,
nell'abbraccio a quel vento
del solitario che trova compagno
in se stesso soltanto.

20120409

Riflessione e bloggamento


Vita. Semaforo. Rosso. Stop.
Altro che Ercole...
All'improvviso, montagne di merda da spalare... e che ti ritrovi in mano? Un cucchiaino.

Accompagnarsi a se stessi lungo le grette indifferenze degli altrui sguardi.
Il proseguimento di un metereopatico, non nel plumbeo meriggio di un'inattesa canicola romana (con la sua tipica inquinata sauna di appiccicosa afosità), ma tra un atipico freddo vento a cielo limpido e raggiante sole, che così interiormente stona e l'umore mi confonde.

Un pensiero o forse mezzo, e muti discorsi su labbra che non hai mai imparato a leggere. Non ti sei perso nulla.
Spesso la pelle è quanto più è meglio fermarsi a conoscere.
...Scherzo: il pessimismo ha il piccolo paradosso di non vedere il proprio lato negativo.

Uhm.

Uhm: onomatopea di un pensiero mentre invece hai la testa vuota.

...pensiero??

Pens... pen.... pe... pensi... pensier... lice?... pensiero fe... siero felice.
Il siero felice. Istruzioni per l'iniezione.
"Fiore: piedi nudi su un prato. Fiore con ape dentro. Cammini e schiacci. Ape fotte ditone. Tanta bua."
Manuale sbagliato.
Questo? "Controindicazioni a momenti inopportuni per fantasie inconfessabili". Mi sa di no.
Scale di sinapsi verso il ripostiglio dietro il neurone all'angolo.
Eccolo!

"Prima di bere il caffè annusalo con beata lentezza.
Una volta al giorno cogli in una nuvola un'insolita scultura.
Dopo che con gran sapone ti sei lavato le mani assapora il profumo del pulito tra le dita.
Nei giorni ventosi dedica un minuto ad ascoltare le fronde degli alberi stormire.
Fai ridere qualcuno semplicemente con un'inattesa boccaccia.
Mentre parli di te con qualcuno, rinuncia a raccontare qualcosa e chiedi invece che l'altro ti racconti qualcosa di più di sé.
Raccontati una bugia sul tuo passato che vorresti ti raccontassero.
Prendi il tuo più grande problema di adesso e dubita con sincerità che sia importante.
Concediti tre respiri amando profondamente l'aria di ognuno di essi.
Fottiti di essere felice e pensa che la verità è più importante, poi guarda un albero e vedi che lui non si cura di nessuna delle due.
Aspetta che ti venga fame e mangia un dolcetto insieme a una persona che ti fa stare bene."

20120407

coscienza?



La verità è che più lo fai, più lo farai.
Le persone col tempo divengono sempre più un automa programmato dalle proprie abitudini. D'altronde tu sei il tuo cervello, che ha una sua struttura. Le tue capacità e i tuoi comportamenti sono dati da come è (hai) fatto il tuo specifico cervello: ogni volta che compi un'azione "nuova", lo cambi un po'; ogni volta che assecondi un'abitudine, rafforzi la tendenza del tuo cervello "a fare così", o meglio: a farti fare così.

Banali punte dell'iceberg di tale verità comprendono ad esempio il pericolo del vizio di procastinare. Quando dici "lo farò domani", scegli di rafforzare l'incapacità della tua volontà, piuttosto che la tua capacità di realizzare quella cosa.

Come si dice:
ogni azione è un filo che conduce a un'abitudine;
ogni abitudine è una corda che ci lega a un modo di vivere;
ogni modo di vivere è una catena che ci imprigiona a un destino.

Facile spezzare il filo, difficile tagliare una corda, quasi impossibile rompere certe catene.

20120405

Con segue


Tu scegli. In ogni stante. Scegli cosa fare, dove stare, cosa dire, cosa pensare. Scegli di non fare caso che è così, scegli di non scegliere. Ma puoi solo scegliere di pensare di non scegliere. E le conseguenze arrivano, stanno arrivando, senza tregua.
Con-seguenze, che-seguono... TI seguono , e una volta che ti raggiungono, te le devi tenere.

20120402

Ritardatari


Hai già più di vent'anni e tra non molto la tua giovinezza sarà finita. Ogni istante di questi tuoi giorni adesso è una scelta che determinerà quanto varrà la pena di vivere il resto.
E mi sento un po' bastardo, perché ora ti ho tolto la consolazione di poter dire, quando sarà troppo tardi, "nessuno mi aveva avvertito".