E qui il titolo sarebbe sporco
se senza suono o luce mi sveglierò
ancora costretto
a errori mai nuovi
e alla rinuncia a pretese
di senso
Ha forse occhi
quel ch'eravamo ieri? Per guardarci
oggi come ancora credenti
nell'esistenza del tempo
nel tempo
ma vedi: il passato
ricorda ma non riconosce
Tra terra e asfalto e aria
ci distinguiamo da "domani"
e sui passi attenti
all'ermetismo di segrete
e altisonanti e
dai toni sommessi come queste
parole, ancora mi vedi
svegliarmi costretto...
Scoprirsi vivo è imprigionarsi
e imprigionarsi nel mistero
di stare qui.
La differenza tra i perché
come si coglie? Non riesco...
Dedica d'amore
o immagine di sangue
tutto si confonde
quando smetto d'ingannarmi
E' giusto non seguire
un filo che non c'è
come supporre che
sia un filo
l'assenza che ce n'è
"Facile a dirsi", ma attorno
gli accadimenti danzano
al mutismo che parla
prima di noi: "Oggi esisto".
E vivi, e morti,
e incapaci d'incollare
certi pezzi tra i fantasmi
di coerenza
Ci oblieremo nell'emozione?
Il punto di domanda
toglilo: si usa troppo
prima di sbagliare
a toglierlo; forse più troppo
prima di sbagliare
a vivere.
Capire o morire
Capire o morire
Capire o morire
che siamo santi del peccato
e preghiamo chi?
il silenzio in cui preghiamo
Capire o morire
che ascolti il pontefice
oltre la fine d'ogni frase
(appena un po' più lungi
da dove sentiremmo)
20120214
20120208
Retrospezione 0
"Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
di quei sospiri ond'io nudriva il core
in sul mio primo giovenile errore
quand'era in parte altr'uom da quel ch'io sono..."
Anelare non tacersi
Occhi in rossa rete
di sangue ed emicrania
trascinando in strappo
radici ben frustranti
a forza nella mente
E morire persistendo
A forza l'emozione
è maldestra e sregolata
se ti disegno porte
colorando fuori i bordi
delle nascoste tue prigioni
Com'è concesso vivere?
Palpo lividi dolenti
e scorre e in superficie
accarezza e trova tutto
perché il mio tatto tu l'adori
Nessun abisso no
nessun profondo che si spera
È tutto tra le gote
due lingue senza un bacio
Si sa il trucco d'inesistere
Fingi confonditi e spara
cazzate per il tempo
che dubito esser solo
a non credere al teatro
L'infanzia non ha ali
ma con calma puoi cadere
non c'è terra e sfracellarsi
è paura di temere
Arrotolati sui pensieri
tra le spire del serpente
hai morso mele marce
ma qui sto per aiutarti
Ho due dita che ti ficco
nella gola ma dell'anima
a vomitare il tuo casino
Hai apocalittico bisogno
Fetali accoccolati
ci culliamo e siamo soli
e candori solitari
e candori che scavati
con violenza tra parole
ti riesumano te piccola
vigliacca tenerezza
talmente tanta tenerezza:
non coccolarti è sofferenza
Ma prima di tardi fuggirò
Sparami salvami e abbandonami
e mai osa comprendermi
perché insisto
dove ci sto ammazzando
di sangue ed emicrania
trascinando in strappo
radici ben frustranti
a forza nella mente
E morire persistendo
A forza l'emozione
è maldestra e sregolata
se ti disegno porte
colorando fuori i bordi
delle nascoste tue prigioni
Com'è concesso vivere?
Palpo lividi dolenti
e scorre e in superficie
accarezza e trova tutto
perché il mio tatto tu l'adori
Nessun abisso no
nessun profondo che si spera
È tutto tra le gote
due lingue senza un bacio
Si sa il trucco d'inesistere
Fingi confonditi e spara
cazzate per il tempo
che dubito esser solo
a non credere al teatro
L'infanzia non ha ali
ma con calma puoi cadere
non c'è terra e sfracellarsi
è paura di temere
Arrotolati sui pensieri
tra le spire del serpente
hai morso mele marce
ma qui sto per aiutarti
Ho due dita che ti ficco
nella gola ma dell'anima
a vomitare il tuo casino
Hai apocalittico bisogno
Fetali accoccolati
ci culliamo e siamo soli
e candori solitari
e candori che scavati
con violenza tra parole
ti riesumano te piccola
vigliacca tenerezza
talmente tanta tenerezza:
non coccolarti è sofferenza
Ma prima di tardi fuggirò
Sparami salvami e abbandonami
e mai osa comprendermi
perché insisto
dove ci sto ammazzando
20120113
Mad Girl's Love Song
"I shut my eyes and all the world drops dead;
I lift my lids and all is born again.
(I think I made you up inside my head.)
The stars go waltzing out in blue and red,
And arbitrary blackness gallops in:
I shut my eyes and all the world drops dead.
I dreamed that you bewitched me into bed
And sung me moon-struck, kissed me quite insane.
(I think I made you up inside my head.)
God topples from the sky, hell's fires fade:
Exit seraphim and Satan's men:
I shut my eyes and all the world drops dead.
I fancied you'd return the way you said,
But I grow old and I forget your name.
(I think I made you up inside my head.)
I should have loved a thunderbird instead;
At least when spring comes they roar back again.
I shut my eyes and all the world drops dead.
(I think I made you up inside my head.)"
I lift my lids and all is born again.
(I think I made you up inside my head.)
The stars go waltzing out in blue and red,
And arbitrary blackness gallops in:
I shut my eyes and all the world drops dead.
I dreamed that you bewitched me into bed
And sung me moon-struck, kissed me quite insane.
(I think I made you up inside my head.)
God topples from the sky, hell's fires fade:
Exit seraphim and Satan's men:
I shut my eyes and all the world drops dead.
I fancied you'd return the way you said,
But I grow old and I forget your name.
(I think I made you up inside my head.)
I should have loved a thunderbird instead;
At least when spring comes they roar back again.
I shut my eyes and all the world drops dead.
(I think I made you up inside my head.)"
-Sylvia Plath
20120107
Deglutire
Volto scarno di chi attende
il ritratto bianco di un'assenza
Nostalgico ascolta a duri pezzi
sorrisi seri
suonanti e silenti
Tasta e odora adesso
la cenere calda ma distante
di un'aurora
I raggi rossi arroventarono
la ghiaia insabbiata
che soffocava l'acqua
Del mare che scrosciò
ne hai lasciato il profumo
senza inganno nei ricordi
di ritorno nel presente
Ho pallida, una mano chiusa
truce, una mascella tesa
fredda, una coperta ruvida
La galera gelida del pathos
si è rinchiusa fragorosa
sull'impassibile notte
La gente approssima la gente
e per le parole senza tregua
omertosi omicidi.
20120105
Piccolo manuale per aspiranti psicotici
-Conosco poche persone che non hanno pensato almeno una volta nella loro vita di scrivere un libro.
-...macché, ne conosci un sacco. Pensa solo a dove vivi.
-Puoi anche darmi dell'io.
-Invece di rubare battute a Smeriglia potresti... pardon, potrei, proseguire con il discorso.
-Lo farei se tu.. cioè io, non mi interrompessi.
-E allora non mi interrompo.
-Ma mi sono detto di andare avanti...
-Ce l'avevo con me...
-Che fai, parli da solo?
-No idiota, ce l'avevo con me in quanto te!
-Ah capisco, ma allora potresti anche dirle io le cose.
-Attento alla grammatica, che poi sembro scemo.
-Pardon.... potremmo anche dirle noi le cose.
-Per chi mi sono preso, per un dissociato? So che ci tengo a parlare al singolare quando si tratta... di sé.
-...Non so che dirmi...
-Non ho tutti i torti...
-Eh, con chi credo di stare a parlare?
-Già, sono proprio me.
-Piano coi meriti, sono io che ho cominciato.
-Appunto.
-Sai benissimo cosa intendo.
-Che c'è, voglio litigare?
-Non saprei se restarci male.
-Oscar Wilde: adoro parlare con me stesso e a volte faccio dei discorsi così intelligenti che neanche mi capisco.
-La sapevo.
-Sciocco.
-Mi sono offeso.
-Puoi dirlo forte.
-Posso piantarla con questa farsa del darsi dell'io?
-Vuoi davvero ricadere nel paradosso di riconoscerci matto?
-La grammatica... l'hai detto tu.
-Colpa tua, mi fai venire una crisi d'identità.
-I monologhi da finto pazzo... l'ultima spiaggia per chi non ha più fantasia.
-Parla per te......... (non era voluta.)
-Senti, ho bisogno dei miei spazi.
-Esci dalla mia testa!!
-Ne abbiamo parlato già tante volte.
-Hai corrotto lo psicologo.
-Penso che te ne saresti accorto.
-No invece. Sono convinto che mentre dormo tu ti svegli col nostro corpo e cerchi di farmi fuori.
-Sapevo che non dovevo leggere quell'articolo sulla sexsomnia...
-È il nostro inconscio che ti ha portato a farlo. Puoi fuggire da te ma non dai miei meccanismi di difesa.
-Intendi che posso fuggire da te e non dai miei meccanismi di difesa.
-Punti di vista.
-Sarò comprensivo.
-Stai ancora giocando col darsi dell'io?
-No.
-Giuri?
-Giuro.
-Su chi?
-Su me.
-....
-....
-Fammi vedere la tua comprensione prima che...
-Prima che?
-Ci tengo svegli tutta la notte!
-Non ne hai voglia.
-Si invece.
-Ah allora va bene, dato che ne ho voglia...
-Sai, penso che sono, sei e siamo davvero noiosi.
-Pensi, lo penso e lo pensiamo?
-Ma quanto ci mettono a inventare dei pronomi personali adeguati ai monologhi per
-dialoghi
-...dialoghi... per dissociati?
-Non penso che ci sia tutta questa voglia di creare confusione deittica.
-Quanto sono colto.
-Comunque dicevo sul serio, sarò comprensivo.
-Non mi fido. Voglio parlare con lo psicologo. Quando sono sveglio.
-Paranoico.
-Sai benissimo che non hai quel problema.
-Senti, cosa ti fa pensare che lo psicologo cambierà idea? È due anni che cerchi di convincerlo che tu c'eri prima di me, ma la storia che derivo dal tuo complesso di privazione del ciuccio solo perché ero io quello che è riuscito a farci smettere di portare quel surrogato in bocca, non regge.
-Sei un razzista. Solo perché tu hai più controllo sull'emisfero destro del cervello non significa che puoi truccare a questo punto le nostre reminescenze!
-Non ti lamentavi però, Mr Emisfero Sinistro, quando abbiamo scelto di iscriverci a Matematica...
-Ma che c'entra!
-Si vede proprio che sei un freddo razionalista del cazzo.
-Senti, sei stato tu a dire che stasera non sapevi che scrivere nel tuo blog. Io non ti rompo mai.
-Prova a dirmi che devo farmi gli affari miei e sai dove si finirà.
-Ora mi aiuti col blog di Matematica.
-Ma se invece ci prendiamo una pasticchetta di melatonina e ci facciamo un sonno?
-Lo vedi!!! Dimmi la verità, tu non dormi la notte!
-......Vabbè, controproposta...
-Sarebbe?
-Te lo dico all'orecchio.
-Non ti scomodare. Se lo pensi va bene lo stesso.
-Giusto, è il pensiero che conta.
-...Ti prego...
-Ok, facciamo che ora noi...
- :D
- :D
- Tvb.
- E poi penso che mi manca l'autostima...
-...macché, ne conosci un sacco. Pensa solo a dove vivi.
-Puoi anche darmi dell'io.
-Invece di rubare battute a Smeriglia potresti... pardon, potrei, proseguire con il discorso.
-Lo farei se tu.. cioè io, non mi interrompessi.
-E allora non mi interrompo.
-Ma mi sono detto di andare avanti...
-Ce l'avevo con me...
-Che fai, parli da solo?
-No idiota, ce l'avevo con me in quanto te!
-Ah capisco, ma allora potresti anche dirle io le cose.
-Attento alla grammatica, che poi sembro scemo.
-Pardon.... potremmo anche dirle noi le cose.
-Per chi mi sono preso, per un dissociato? So che ci tengo a parlare al singolare quando si tratta... di sé.
-...Non so che dirmi...
-Non ho tutti i torti...
-Eh, con chi credo di stare a parlare?
-Già, sono proprio me.
-Piano coi meriti, sono io che ho cominciato.
-Appunto.
-Sai benissimo cosa intendo.
-Che c'è, voglio litigare?
-Non saprei se restarci male.
-Oscar Wilde: adoro parlare con me stesso e a volte faccio dei discorsi così intelligenti che neanche mi capisco.
-La sapevo.
-Sciocco.
-Mi sono offeso.
-Puoi dirlo forte.
-Posso piantarla con questa farsa del darsi dell'io?
-Vuoi davvero ricadere nel paradosso di riconoscerci matto?
-La grammatica... l'hai detto tu.
-Colpa tua, mi fai venire una crisi d'identità.
-I monologhi da finto pazzo... l'ultima spiaggia per chi non ha più fantasia.
-Parla per te......... (non era voluta.)
-Senti, ho bisogno dei miei spazi.
-Esci dalla mia testa!!
-Ne abbiamo parlato già tante volte.
-Hai corrotto lo psicologo.
-Penso che te ne saresti accorto.
-No invece. Sono convinto che mentre dormo tu ti svegli col nostro corpo e cerchi di farmi fuori.
-Sapevo che non dovevo leggere quell'articolo sulla sexsomnia...
-È il nostro inconscio che ti ha portato a farlo. Puoi fuggire da te ma non dai miei meccanismi di difesa.
-Intendi che posso fuggire da te e non dai miei meccanismi di difesa.
-Punti di vista.
-Sarò comprensivo.
-Stai ancora giocando col darsi dell'io?
-No.
-Giuri?
-Giuro.
-Su chi?
-Su me.
-....
-....
-Fammi vedere la tua comprensione prima che...
-Prima che?
-Ci tengo svegli tutta la notte!
-Non ne hai voglia.
-Si invece.
-Ah allora va bene, dato che ne ho voglia...
-Sai, penso che sono, sei e siamo davvero noiosi.
-Pensi, lo penso e lo pensiamo?
-Ma quanto ci mettono a inventare dei pronomi personali adeguati ai monologhi per
-dialoghi
-...dialoghi... per dissociati?
-Non penso che ci sia tutta questa voglia di creare confusione deittica.
-Quanto sono colto.
-Comunque dicevo sul serio, sarò comprensivo.
-Non mi fido. Voglio parlare con lo psicologo. Quando sono sveglio.
-Paranoico.
-Sai benissimo che non hai quel problema.
-Senti, cosa ti fa pensare che lo psicologo cambierà idea? È due anni che cerchi di convincerlo che tu c'eri prima di me, ma la storia che derivo dal tuo complesso di privazione del ciuccio solo perché ero io quello che è riuscito a farci smettere di portare quel surrogato in bocca, non regge.
-Sei un razzista. Solo perché tu hai più controllo sull'emisfero destro del cervello non significa che puoi truccare a questo punto le nostre reminescenze!
-Non ti lamentavi però, Mr Emisfero Sinistro, quando abbiamo scelto di iscriverci a Matematica...
-Ma che c'entra!
-Si vede proprio che sei un freddo razionalista del cazzo.
-Senti, sei stato tu a dire che stasera non sapevi che scrivere nel tuo blog. Io non ti rompo mai.
-Prova a dirmi che devo farmi gli affari miei e sai dove si finirà.
-Ora mi aiuti col blog di Matematica.
-Ma se invece ci prendiamo una pasticchetta di melatonina e ci facciamo un sonno?
-Lo vedi!!! Dimmi la verità, tu non dormi la notte!
-......Vabbè, controproposta...
-Sarebbe?
-Te lo dico all'orecchio.
-Non ti scomodare. Se lo pensi va bene lo stesso.
-Giusto, è il pensiero che conta.
-...Ti prego...
-Ok, facciamo che ora noi...
- :D
- :D
- Tvb.
- E poi penso che mi manca l'autostima...
(test: sei su un blog... come offrirmi 1/6 di caffè?)
20120104
Postfazione alla premessa d'ogni epilogo (parte II)
Noi possiamo forse dire in generale che "percepiamo", e che ciò che percepiamo possiamo poi "immaginare di percepirlo", dove il termine "immaginare" è svuotato del suo senso visivo e vuole significare più genericamente "ricreare mentalmente".
Quindi, che cos'è un pensiero?
Quando una persona dice "ti penso", che cosa ci dice? Che nella sua mente si sta ricreando un'immagine in cui compare il nostro volto, e dunque noi siamo essenzialmente la nostra faccia? (Da cui sarebbe comprensibile la tristezza suicida di Tom in Vanilla Sky). O che altro? Che in generale pensa a qualcosa relativo a noi? Si fa un film in testa in cui noi siamo nel cast?
Ma non è di questo che voglio parlare (e allora perché lo scrivi? (ma fatti i cazzi tuoi (beh veramente sono miei (in verità non ne ho idea (è che sei un ciarlatano che non sa mai dove deve andare a parare (beh in quel caso lo sei anche tu (...))))))).
La cosa che stupisce è che la nostra mente sia perfettamente in grado di distinguere ciò che "crea" da ciò che "ricrea".
Ogni percezione, che sia ciò che vediamo o annusiamo, è il risultato di un elaborato processo neurologico. Essenzialmente dunque, viene creata nella nostra testa. Quasi idem, per ciò che diciamo di immaginare.
Però, se io immagino di vedere un pettirosso sulla mia scrivania, e con un po' di concentrazione riesco a farlo vividamente, so che non lo sto vedendo davvero.
Come riesco a distinguere ciò che penso da ciò che percepisco?
Dov'è la differenza psicobiologica? La mia "mente" (qualsiasi cosa essa sia... o "io" sia in quanto mente...), è perfettamente in grado di riconoscere gli effetti della mia "intenzione"?
So cosa sto immaginando e cosa invece è reale. Proprio ciò che non riescono a fare gli schizofrenici o in generale coloro che vengono detti "matti": quelli che non distinguono la realtà. E io mi stupisco che ci si riesca.
Quindi, che cos'è un pensiero?
Quando una persona dice "ti penso", che cosa ci dice? Che nella sua mente si sta ricreando un'immagine in cui compare il nostro volto, e dunque noi siamo essenzialmente la nostra faccia? (Da cui sarebbe comprensibile la tristezza suicida di Tom in Vanilla Sky). O che altro? Che in generale pensa a qualcosa relativo a noi? Si fa un film in testa in cui noi siamo nel cast?
Ma non è di questo che voglio parlare (e allora perché lo scrivi? (ma fatti i cazzi tuoi (beh veramente sono miei (in verità non ne ho idea (è che sei un ciarlatano che non sa mai dove deve andare a parare (beh in quel caso lo sei anche tu (...))))))).
La cosa che stupisce è che la nostra mente sia perfettamente in grado di distinguere ciò che "crea" da ciò che "ricrea".
Ogni percezione, che sia ciò che vediamo o annusiamo, è il risultato di un elaborato processo neurologico. Essenzialmente dunque, viene creata nella nostra testa. Quasi idem, per ciò che diciamo di immaginare.
Però, se io immagino di vedere un pettirosso sulla mia scrivania, e con un po' di concentrazione riesco a farlo vividamente, so che non lo sto vedendo davvero.
Come riesco a distinguere ciò che penso da ciò che percepisco?
Dov'è la differenza psicobiologica? La mia "mente" (qualsiasi cosa essa sia... o "io" sia in quanto mente...), è perfettamente in grado di riconoscere gli effetti della mia "intenzione"?
So cosa sto immaginando e cosa invece è reale. Proprio ciò che non riescono a fare gli schizofrenici o in generale coloro che vengono detti "matti": quelli che non distinguono la realtà. E io mi stupisco che ci si riesca.
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